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29-30/06/2013

Organizzazione: Maurizio Prati

Foto e report: Lucia Petrini - Enrico Macrelli - Simona Casalboni - Maurizio Prati

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Resoconto delle giornate

La pedalata attorno al lago Trasimeno è un po' come la vita: dopo molte fatiche si torna da dove si è venuti non senza aver attraversato campi di girasoli in fiore ricchi di promesse e giardini lussureggianti su cui riposare lo sguardo tra una salita e un'altra. L'ultimo fine settimana del tiepido giugno 2013 ventuno lupi tosti migrano in Umbria per ammirare il blu del Trasimeno incastonato nell'oro dei campi di grano.

Silvia, Annamaria, Enrico, Federica, Stefano, Nicola, Antonello, Michela, Andrea, Maurizio, Claudio, Piero, Simona, Fabio, Mauro, Paolo, Elisa, Thomas, Silvia, Barbara ed io svalichiamo l'appennino tosco-romagnolo con le bici sul furgone di Andrea e arriviamo a Castiglione del Lago dove inizia l'anello del Trasimeno. Il percorso facile e pianeggiante riserva alcune delizie per gli occhi, come il parco di sculture commemorative della battaglia di Annibale con opere d'arte in pietra e cemento che svettano tra il verde del prato denominato Campo del Sole e deliziose baie con barchette e salici che lambiscono il Trasimeno coi loro rami nei pressi di Tuoro. Ci fermiamo a Passignano per pranzo e, dopo aver visitato il borgo e il castello in vetta al paese, proseguiamo fino a San Feliciano per imbarcarci con le bici sulla motonave di un pescatore che ci porta sull'isola Polvese, ricca di ulivi, oleandri fioriti e... ruderi di monasteri. Non ero mai stata in bici su un'isola e questa piccola collina circondata dal Trasimeno è così accogliente e calda da far pensare di essere in Campania alle falde del Vesuvio. Le scarse fatiche ciclistiche sono stemperate dalla cucina umbro caraibica, piccante e spartana dell'unico agriturismo sull'isola e da una camminata in notturna tra i ruderi dei monasteri e dei bastioni isolani a cui qualcuno pare proprio non potere rinunciare. Si riparte la domenica freschi come le bianche farfalline che svolazzano tra i cespugli di lavanda della Polvese, con qualche saliscendi tra ulivi e dimore rurali semiabbandonate. Ci allontaniamo dalle rive del lago per salire su fino a Panicale, antico borgo di pietra che ci lascia tutti a bocca aperta anche perchè per arrivarci si affronta qualche km a pendenze impegnative. Il borgo è carino, gli occhi sono pieni della bellezza romanica della sua chiesa e le gole sono appagate da birra fresca e ottimo cibo. Sulla strada del ritorno, prima di tornare al punto di partenza, avvistiamo un gattino abbandonato tra le sterpaglie lungo la statale che riusciamo a far adottare ad una signora a qualche km di distanza. Si arriva a Castiglione per l'ora dell'aperitivo, carichiamo le bici e ci rilassiamo dissetandoci ad un baretto coatto pensando a quanto è stato bello il percorso che abbiamo fatto per tornare da dove siamo venuti.

                                                                            Lucia Petrini

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