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16-17/06/2012

Organizzazione: Enrico Macrelli


Foto: Maurizio Prati


Resoconto del week-end

Ammetto che nei giorni precedenti all’escursione ero un po’ preoccupato perché come ciclista sono ancora un pochino scarso e i dislivelli e le aspre creste dei Sibillini mi mettevano ansia.

Un conto è percorrerle a piedi, un conto in bici. Quindi ho confidato nella forza di questo gruppo che non solo comprende persone esperte ma che, uscita dopo uscita sta diventando sempre più unito e amalgamato. C’è forte sintonia e l’amicizia cresce di mano in mano che ci si conosce. Non sono tanto superstizioso ma quei due numeri, il 13, numero dei partecipanti, e il 17 che cadeva proprio quella domenica, mi davano qualche pensiero. In più speravo che lo spirito della “sacerdotessa” Sibilla, la quale nel corso dei millenni ha dato origine a numerose leggende riguardo ai Sibillini, non ci mettesse i cosiddetti bastoni tra le ruote!

Invece la Sibilla…..

Ma andiamo con ordine. Ritrovo il sabato mattina alle 6 al Diegaro Caffè. Presa l’autostrada A14 chi poteva saltare l’uscita di Ascoli Piceno? Io naturalmente! Una volta raggruppati raggiungiamo Forca Canapine e il rifugio Perugia (1490 m.) situato prima del valico oltre il quale si scende al Piano Grande (1300 m.). Posate le valige in camera abbiamo indossato per la prima volta le nostre sgargianti divise dei Lupi Tosti. Tirate fuori le MTB dal furgone di Mirco e dall’auto di Andrea, i quali ad ogni uscita si prendono la briga del trasporto delle bici e per questo non finiremo mai di ringraziarli, comincia la nostra cicloescursione. Sono circa le 11, quindi in forte ritardo sul programma, il sole picchia già duro sui nostri caschi luccicanti ma l’entusiasmo è alle stelle e con le nostre bellissime divise facciamo davvero un figurone. Ma la Sibilla è già in agguato…..Dopo pochi metri mi esce la catena per due volte e prima Mirco e poi il nostro direttore di escursione Enrico mi danno una mano a regolare il cambio. Raggiungiamo il valico dal quale si apre il panorama sull’immensa piana di Castelluccio con l’imponente M.te Redentore (2448 m.) sullo sfondo, dove ancora alcune lingue di ghiaccio scendono dai canaloni. Sulla sinistra Castelluccio (1452 m.) come un vecchio guardiano sorveglia che nessuno disturbi la pace e il silenzio di questi luoghi. Una parte della piana è già ricoperta dai fiori gialli delle lenticchie. Ci lanciamo in discesa su strada asfaltata verso il Piano Grande, terminata la discesa ci accorgiamo però che manca qualcuno, è Mirco che ha rotto il freno posteriore e Andrea si è fermato per aiutarlo. Un guasto del genere poteva avere conseguenze molto serie ma ci vuole ben altro per fermare l’eroico Mirco, il quale si è fatto entrambi i giorni usando il solo freno anteriore! Durante l’avvicinamento a Castelluccio non abbiamo resistito alla tentazione di fare delle foto di gruppo ai bordi delle distese di fiori gialli. Per pranzo abbiamo gustato alcuni prodotti tipici locali come il salame ciauscolo e la ricotta salata. Ripartire è stata davvero dura, sono circa le 13.30 e il caldo è opprimente. La Sibilla e Scipione l’Africano si sono alleati contro i Lupi Tosti. Da Castelluccio prendiamo la carrareccia lungo il Sentiero Italia e percorriamo la lunga salita sotto il sole cocente fino al valico (1743 m.). Pedaliamo in cresta fino alle Tre Fonti dove avviene un altro problema tecnico; Andrea ha forato, ma coglie l’occasione per mostrare ai neofiti del cicloescursionismo come me, il cambio di una camera d’aria. Nel frattempo ammiriamo una mandria di possenti cavalli al pascolo, i quali con i loro puledrini, in questo aspro territorio, fanno venire in mente una sola parola: armonia. Si è fatto tardi e decidiamo di raggiungere il rifugio Perugia, rinunciando a completare il giro programmato. Sono circa le 17 e la giornata è stata lunga e afosa. Durante la cena fa spicco l’abbronzatura color aragosta di Stefano. Il programma del giorno seguente prevede un altro giro ad anello. Caricate le MTB in auto arriviamo a Castelluccio dove parte l’escursione. Imbocchiamo il Sentiero Italia, il quale stavolta corre in discesa su strada bianca e in mezzo al bosco. Poi il sentiero risale diventando poco ciclabile a causa di numerosi sassi. Alcuni di noi sono costretti a scendere dalla sella e spingere. La Sibilla entra in azione con più veemenza…..

Durante un tentativo di rimontare in sella mi sono procurato delle abrasioni ad uno stinco strisciando sul pedale. Per fortuna che nello zaino avevo messo di tutto e di più per il pronto soccorso, così grazie ad Elisa che mi ha aiutato a curare le ferite, riparto. Superato il bosco sotto colle Bernardo ci immettiamo in una carrareccia che seguiamo fino al valico (1724 m.). Qui abbandoniamo il Sentiero Italia e percorrendo il Grande Anello dei Sibillini raggiungiamo Forca di Giuda (1794 m.) dove pranziamo al sacco; nel frattempo veniamo assaliti da un nugolo di moscerini alcuni dei quali decidono di darsi una bella rinfrescata nella mia macedonia. Ripartiamo percorrendo un sentiero in salita sotto il M.te Lieto (1944 m.). Questo tratto è impegnativo e qualcuno si carica le MTB in spalla, altri preferiscono spingerla. La stanchezza ora si fa davvero sentire e come unica consolazione un grande nuvolone che ci protegge dal sole. Raggiunta quota 1843 m. inizia la discesa lungo un sentierino stretto e poco ciclabile a causa dei sassi, infatti stiamo in sella solo per alcuni tratti e ci concentriamo solo sul sentiero senza guardare a sinistra dove c’è il dirupo che termina in una gola. Elisa si sbilancia e cade. Per fortuna riporta “solo” qualche contusione. Passato il grande spavento e dopo le cure del caso, la tenace Elisa rimonta in sella. Raggiunta la strada asfaltata dove ci attendeva Andrea con i soliti problemi alla camera d’aria, prendiamo una carrareccia che porta al Pian Perduto. Mentre attraversiamo la piana anche Enrico si ferisce attraversando un recinto. A poche centinaia di metri dal punto di arrivo e cioè Castelluccio, ci posizioniamo in due file parallele come in una parata, ognuno con le proprie ferite o contusioni, esausti ma felici. Le ferite e le contusioni guariscono, la stanchezza passerà e le bici si aggiusteranno, ma le emozioni vissute in questi due giorni sui Monti Sibillini rimarranno nel cuore per sempre. Un weekend da veri LUPI TOSTI!!!

Hanno partecipato alla cicloescursione: Enrico (Bollino), Federica, Andrea, Elisabetta, Mirco, Giancarla (Jo), Stefano, Silvia, Elisa, Maurizio, Claudio, Matteo, Corrado.

 

Corrado Prati



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