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27/05/2012

Organizzazione: Enrico Macrelli


Foto: Enrico Macrelli

Resoconto della giornata

Sono Elisabetta, ho fatto parte all’escursione Cancellino Lama Cancellino in MTB del 27 maggio 2012. Bellissima cicloescursione.

Siamo partiti alle 8.30 dal solito ritrovo, vicino all’ippodromo. Non avevo studiato bene il percorso, ma avevo sentito dire che era il piu' bello d’Italia. Sapevo che era un percorso di circa 40km A\R con un dislivello di 500m, molto dolce spalmato in 20km circa; si trattava di una sterrata sottobosco, un ex-ferrovia che veniva usata per la raccolta del legname negli anni passati!

Sarebbe dovuta essere la nostra prima ciclo escursione, nostra intesa dei Lupi Tosti, ma a causa dei danni del nevone avevamo dovuto rinunciare! Cesena e' relativamente vicino Cancellino, circa una quarantina di minuti in comoda E45, abbiamo fatto una tappa a Bagno di Romagna, per sgranchirci, e per un caffe', un po’ di pane o spianata fresca, che da quelle parti e' sempre speciale. Poi arrivati a Cancellino, abbiamo parcheggiato, e abbiamo tirato fuori le nostre Bikes (io per l’occasione, l’avevo anche lavata). L’aria era frizzante e abbiamo avuto bisogno di indossare un Kappa way, ma il cielo prometteva una splendida giornata (e anche le previsioni).

A Cancellino e' ancora presente una struttura in muratura, con la pesa per mezzi pesanti, e proprio lì nel piazzale, iniziava la nostra avventura! Di fronte a noi un bellissimo viale, largo circa 3mt che si inoltra nel bosco! Partiamo tutti con lo stesso passo, dolcemente. Noi donne siamo davanti, e in quel momento mi rendo conto, che siamo 3 generazioni. 20 e poco piu', 30 e poco piu' e io 40 e poco piu'! Penso, Bel colpo! E belli i nostri tempi….dove puoi rimanere giovane...quasi  per sempre!!!

Il percorso inizia con una leggera salita, per circa 2.5km, i danni del nevone si notano ancora, al principio del viale, sono riusciti a pulire e a tagliare e riordinare le piante…poi a percorso inoltrato e' stata liberata la pista, ma e' ancora tutto da sistemare; incontriamo anche piccole frane. Circa dopo 2km incrociamo un altro sentiero, che Enrico, aveva studiato nella carta come un alternativa per arrivare comunque alla Lama, pero' decidiamo di lasciarlo, per un eventuale altra uscita e ci dedichiamo al nostro programma. Passati i 2.5km inizia la discesa, dolce continua (per quasi 18km) il terreno si presenta a noi asciutto ma non troppo, direi che e' perfetto. Non alziamo polvere e tra terreno e sassolini le nostre gomme girano allegre e vivaci. (ps c’e' il limite dei 30km/h). Dopo circa 4-5km, alla nostra sx incontriamo la fonte delle Cavalle, e tutti ne approfittiamo con le nostre borracce.

Incontriamo i nidi di Formiche Ruffe (formichieri), non ne avevo mai visti! E poi si attraversa un tratto, famoso per i ranocchi (però io non ne ho visti). Dopo circa 8 km di percorso, incontriamo sulla dx un altro sentiero, che porta alla parte iniziale della diga di Ridracoli. E’ breve, 15/20 minuti, ma e' da fare a piedi. Dopo diversi mi-mo-ma, creati dalla paura di abbandonare le nostre bikers, il bravissimo direttore Enrico, ci coinvolge tutti.

Incominciamo a scendere, a piedi, in questo stradello in mezzo al bosco, il verde degli alberi e' al massimo del suo splendore, i profumi  nell’aria, sono tanti, buoni….sembrano quasi esotici. E mentre scendo, mi accorgo di vedere dei pesci….ma non vedevo l’acqua! L’invaso si mimetizzava tra le chiome verdi degli alberi. Continuiamo a scendere, e ora siamo piu' vicini all’acqua, limpida, dove finiscono le chiome degli alberi diventa uno specchio, per la collina di fronte e per l’albero vicino a me. Si specchia fogliolina su fogliolina e i pesci ora sembra che volino in mezzo ai rami. Inspiro, fino all’ombelico, per portare dentro di me il piu' possibile la magia di quel momento che la natura mi ha permesso di vivere. Incontriamo, un molo galleggiante, dove ci divertiamo a saltarci sopra, fino all’arrivo di una barca con dei turisti. E a questo punto torniamo alle nostre bikes! E tra scherzi vari, i nostri stomaci, incominciano a reclamare cibo e così ci affrettiamo ad arrivare alla nostra meta. Il percorso rimane piacevole, in discesa, dolce (credo fosse al 5-6%) fino alla Lama.

C’ero stata un'altra volta, da un altro percorso a piedi e i primi di gennaio, quando lo scenario era completamente diverso. La Lama e' un altopiano, verdeggiante, immerso nel bosco, con un ruscello, con ponticelli di legno, che lo attraversano, tavoli di legno e panchine, per i pic-nic, una casa della forestale, una casa da ristrutturare e piccolissimo e accogliente bivacco, messo a nuovo da poco. Decidiamo di pranzare sulla scalinata della casa forestale, dove c’era posto per tutti, ed era esposta ai raggi del sole, che in questa stagione e' piacevole e ti accarezza senza farti male.

Io avevo portato qualche pezzo di formaggio con i nostri grissini preferiti, poi avevo preparato una succolenta macedonia, di frutta mista e noci, semi di girasole e muslei, oltre alla ciambella con i pezzi di cioccolato da dividere con i Lupi Tosti. Rivedendo quel posto, mi e' venuto in mente, che li in quella vallata c’erano delle Sequoia (alberi americani) centenarie, e così siamo andati a vederle. E lì siamo stati premiati! Nell’allontanarmi dal gruppo per cercare un angolo appartato per i miei bisogni fisiologici, proprio a una 5-6m da me e' sbucato fuori un Bambi (cucciolo di capriolo….) e poi dietro di lui un altro. Sono rimasta immobile, e lui pure…ci siamo guardati negli occhi un tempo che mi e' parso infinito…poi la mia voce, verso agli amici, per farli notare anche a loro, li ha spaventati e se ne sono andati. Dopo aver fatto qualche foto, si decide di ripartire,  il ritorno e' la stessa strada, pero' fatta in salita!

Ero spaventata, all’idea. La discesa mi era sembrata interminabile. Ma in realta' era davvero dolce e non eccessivamente faticosa. Io un po’ piu' lenta, ero sempre ultima...Abbiamo fatto un paio di pause, e ci abbiamo messo 2 ore e mezza a tornare alla macchina, pero' a tutti, ci e' sembrata piu' corta che all’andata, nonostante ci abbiamo messo di piu'.

Un po’ di stretching!

E non puo' mancare il debriefing con birra in mano e patatine! O in alternativa, vista la stagione, una bella coppa gelato! E per queste cose, direi che a Bagno di Romagna, ci sanno proprio fare! Per essere un ciclo escursionista, non e' necessario essere un fenomeno, ma la montagna come sempre e' fatica, e soprattutto con la Bike, l’impegno a mantenere allenato il proprio sedere 3-4 ore sulla sella direi che e' indispensabile, l’emozione dei luoghi poi ti fa dimenticare qualsiasi sacrificio.

Un pensiero lo dedico anche a Maurizio ed Enrico, che si impegnano a organizzare escursioni cosi' belle!

W I LUPI TOSTI.

Elisabetta


Foto Enrico Macrelli {flickr set=72157630000187354}


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