Tra gli organi tecnici centrali del C.A.I. (Commissioni) vi è la Commissione Centrale Tutela dell’Ambiente Montano (T.A.M.), costituita nell’attuale denominazione nel 1984. La sua azione di salvaguardia attua l’art. 1 dello statuto associativo che così recita: “Il Club Alpino Italiano (CAI), fondato in Torino nell’anno 1863 per iniziativa di Quintino Sella, libera associazione nazionale, ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”.

Il compito istituzionale di questa Commissione è quello di promuovere e diffondere la conoscenza dei problemi della conservazione dell’ambiente naturale e culturale montano, nonché di individuare e proporre all’Organo Centrale ogni più opportuna iniziativa per la sua salvaguardia. A tale scopo particolare importanza rivestono l’informazione e la formazione dei suoi quadri tecnici. Diretta da questa Commissione nazionale, l’azione di difesa ambientale trova attuazione attraverso le sedi T.A.M. regionali per la gestione delle problematiche di carattere generale, mentre le Sezioni presenti sul territorio operano autonomamente per quanto riguarda gli aspetti specifici della propria zona di competenza.

Nel CAI convivono realtà e persone che svolgono attività molto diverse e spesso con motivazioni così personali da apparire persino contrastanti; tutte queste attività sono comunque riconducibili alla frequentazione dell’ambiente montano. Il CAI non può definirsi (e forse è bene che non lo sia) un’associazione ambientalista, in quanto il suo patrimonio ideale è più ricco e diversificato (si pensi ad esempio alla componente sportiva insita nell’alpinismo) e l’attenzione al solo aspetto ecologico ambientale sarebbe riduttivo. Il CAI ha però un grande vantaggio rispetto ad altre associazioni: esso opera direttamente sul territorio e il suo sapere discende direttamente dal fare. Nel nostro sodalizio questa ricchezza in ambito ambientale non è stata mai adeguatamente valorizzata. E’ quindi auspicabile che le nostre Sezioni, le comunità di alpinisti, escursionisti, speleologi, ecc., siano sempre più consapevoli di operare in un ambiente, quello montano, fragile e irripetibile. Questo non può discendere dal sentire di pochi soci o responsabili del settore, ma deve essere il frutto di una elaborazione ed una riflessione le più ampie possibili.

E’ bene inoltre chiarire che oggi, data la complessità degli strumenti di governo del territorio, la tradizionale azione reattiva e di contrasto sui singoli problemi, tipica dell’ambientalismo degli anni ’80-’90, è sempre più inefficace; spesso inoltre non è compresa dalla popolazione, rischiando di apparire episodica e velleitaria. Essa infatti si attiva solo quando ormai i “giochi” fondamentali sono ormai fatti e le scelte politico-amministrative già definite. Inoltre sempre più deve apparire chiaro che la montagna non si difende in montagna ma in pianura., dove si realizzano le dinamiche che producono effetti significativi su tutto il territorio. Focalizzarsi sugli effetti circoscritti al solo territorio montano produce solo il fallimento dell’iniziativa, in quanto le cause sono sempre complesse e ciò che avviene in montagna ha quasi sempre le sue radici altrove.

Per essere maggiormente efficaci (e dai vertici regionali veniamo spronati in tal senso) occorre maturare un’autonomia coerente con il ruolo che la nostra Associazione deve ricoprire nella tutela dell’ambiente nel suo insieme, e la condivisione di tale ruolo da parte del Sodalizio nel suo complesso. Una tutela che non sia mera conservazione richiede di confrontarsi e rapportarsi non solo con le forze economiche e sociali della montagna, ma anche con quelle esterne ad essa, che non possono essere solo contrastate e combattute, ma guidate e governate secondo una dimensione che ricollochi il “montanaro” al centro della gestione attiva del suo territorio e delle montagne.

Daniela Campana, Domenico Staglianò

(tratto dal volume “Salire Insieme” edito da Stilgraf Cesena nel Novembre 2015 per il 50° della Sezione)

Documenti in evidenza:

- Link alle slide di presentazione della conferenza tenuta dal  Presidente della commissione TAM ER, Giovanna Barbieri, a Savignano sul Rubicone il 25 maggio 2018 sul tema: Rispetto dell’ambiente e sicurezza in montagna: ecco il bidecalogo del CAI

Per visionare o scaricare il "bidecalogo" clicca sull'immagine del Quaderno n° 8 CAI-TAM 

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Per approfondimenti su natura, scopi e obiettivi delle Commissioni T.A.M. si rimanda alla visione e consultazione delle pagine web e dei relativi documenti ivi allocati raggiungibili tramite i seguenti link della Cai Tam - Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano:


 www.cai-tam.it/

 www.cai-tam.it/area-documenti

 link a documenti specifici nell'ambito regionale in tema di Tutela dell'Ambiente Montano e delle sue particolari caratteristiche in Emilia Romagna:

 Vademecum per denuncia rifiuti su sentieri

⇒ Libro tesi ONC T.A.M. partecipanti al corso regionale 2017

⇒ Impatto ambientale mini idroelettrico E.R.

⇒ Aggiornamento Impatto ambientale mini idroelettrico di Stefano Gentilini

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