L'alpinismo giovanile è una delle attività istituzionali del Club Alpino Italiano (C.A.I.). Ha lo scopo di promuovere e svolgere le attività del C.A.I. con i bambini e i ragazzi dagli otto ai diciassette anni e aiutare i giovani appassionandoli, educandoli e proponendo loro l’ambiente montano per avere un genuino contatto con la natura e per imparare divertendosi. Per questo il C.A.I. affida alle sezioni e ai suoi accompagnatori, appositamente formati, il compito di accompagnare i giovani in montagna.

Anche la sezione C.A.I. di Cesena organizza per i giovani momenti d’incontro, distribuiti nell’arco dell’anno e in questi anni al C.A.I. di Cesena qualcosa si è certamente fatto e sicuramente si poteva fare di più in ambito giovanile. L’attività che meglio rappresenta questo percorso educativo di avvicinamento dei giovani alla montagna è senza dubbio il Baby Trekking che quest’anno, 2011, è giunto alla 9° edizione. Ogni anno l’appuntamento cambia scenario e percorso all’interno del parco delle foreste Casentinesi e consiste in una semplice e divertente giornata di cammino e di giochi insieme all’aria aperta che mette a stretto contatto i ragazzi con le proprie rispettive famiglie e la natura stessa.

 

Una natura che ha sempre da insegnare e cito le “4 S della montagna” che da giovane gli educatori e i sacerdoti hanno insegnato a me durante i campi scuola in montagna: Silenzio, Stupore, Sacrificio e Solidarietà.

Silenzio: che oggigiorno è impossibile avere nella vita quotidiana, continuamente sommersi dai doveri, dalla scuola, dal lavoro, dalla velocità, dal rumore della modernità... ma in montagna tutto questo è ben lontano! Lungo i sentieri possiamo contemplare il silenzio e sentire il soffio del vento tra le foglie degli alberi o tra i fili d’erba di un prato, il cinguettio degli uccellini, lo scorrere dell’acqua nel ruscello.

Stupore: lo stupore di un panorama senza confini artificiali, senza la casa del vicino, senza i tantissimi palazzi delle moderne costruzioni. Il panorama dalla vetta o crinale di una montagna da dove lo sguardo si perde in un orizzonte fino al mare. Lo stupore di essere a un palmo dal cielo, di poter vedere ancora una volta un ghiacciaio perenne, di scoprire il colore delle rocce illuminate dal sole e di ammirare il cielo al tramonto.

Sacrificio: la montagna è dura, faticosa, crudele; vuole essere rispettata e non invasa; chiede che tu stia alle sue regole e non ai tuoi comodi. La montagna per natura forte e imponente; leggera e armoniosa chiede solo di lasciarsi andare al ritmo dei suoi sentieri. Se saprai frequentarla con amore saprà sempre ripagarti enormemente di più, perché “vale la pena”.

Solidarietà: la montagna è bella anche vissuta da soli ma lo è molto di più in compagnia, con gli amici o con i familiari; con il proprio ragazzo o ragazza; come la vita è un sentiero da condividere, da esplorare, una continua nuova avventura insieme verso una meta che riempie il cuore.

 

Mi piace citare la frase di Guido Rey “La montagna è fatta per tutti, non solo per gli alpinisti: per coloro che desiderano il riposo nella quiete come per coloro che cercano nella fatica un riposo ancora più forte”... anche per i giovani e i bambini con le proprie famiglie. A presto…

Gabriele Alessandri

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